Lo stress è una condizione che può essere accompagnata da disturbi o disfunzioni di natura fisica, psicologica o sociale si manifesta quando le persone percepiscono uno squilibrio tra le richieste avanzate nei loro confronti e le risorse a loro disposizione per far fronte a tali richieste. Sebbene la percezione dello stress sia psicologica, lo stress può influire anche sulla salute fisica delle persone.
Lo stress non è di per sé una malattia né i fattori psicosociali che concorrono a determinarlo sono intrinsecamente pericolosi; tuttavia, un’esposizione prolungata può compromettere la salute fisica, psichica e sociale delle persone, oltre a ridurre la qualità e l’efficienza sul lavoro.


Si tratta dell’analisi di un insieme di indicatori e condizioni con l’obiettivo primario di accertare l’esistenza di condizioni ambientali o organizzative che possono determinare la presenza di stress correlato al lavoro e le eventuali azioni da attuare.


Come per tutti i rischi, è obbligatorio per le aziende italiane effettuare la valutazione dello Stress Lavoro Correlato all’avvio delle attività lavorative.


La mancata valutazione dei rischi da Stress Lavoro Correlato comporta a carico del datore di lavoro la sanzione prevista dall’art. 55 comma 1 lettera a), stabilita nell’arresto da tre a sei mesi o con l’ammenda da 3.071,27 a 7.862,44 euro, per la violazione dell’art. 29 comma 1 del D.Lgs. n. 81/2008.


La valutazione del rischio da stress lavoro-correlato è parte integrante della valutazione dei rischi ed è uno degli obblighi indelegabili dei datori di lavoro di tutte le aziende, indipendentemente dalla dimensione e settore merceologico. La valutazione del rischio da stress lavoro-correlato deve essere aggiornata con frequenza  biennale/triennale, ovvero quando si verifichino cambiamenti organizzativi e/o gestionali.


No, in quanto si tratta di un obbligo indelegabile del datore di lavoro. Pertanto, un consulente può assumere l’incarico di assistenza, ma in ogni caso rimane responsabile il datore di lavoro.


Attualmente il nostro sistema normativo non prevede l’assoggettamento alla stessa in relazione all’esposizione a rischi da stress lavoro-correlato.
Infatti, solo qualora il lavoratore ne faccia richiesta e la stessa sia ritenuta dal medico competente, correlata ai rischi lavorativi sarà possibile attuarla nel rispetto dei vincoli posti dallo Statuto dei lavoratori.


L’agenzia Europea per la Sicurezza e la Salute sul Lavoro sostiene che l’esposizione allo stress da lavoro è sostenuta dalle seguenti caratteristiche organizzative cui corrispondono specifiche condizioni di rischio:
Contesto di lavoro:

  • Cultura e funzione organizzativa (es. mancanza di definizione degli obiettivi organizzativi);
  • Ruolo nell’organizzazione (es. ambiguità e conflitto di ruolo);
  • Sviluppo di carriera (es. promozione insufficiente o eccessiva, insicurezza dell’impiego);
  • Autonomia decisionale/controllo (es. partecipazione ridotta ai processi decisionali);
  • Rapporti interpersonali sul lavoro (es. conflitto interpersonale, assenza di supporto sociale);
  • Interfaccia casa/lavoro (es. richieste contrastanti tra casa e lavoro);

Contenuto del lavoro:

  • Ambiente e attrezzature di lavoro (problemi inerenti le strutture e le attrezzature di lavoro);
  • Progettazione dei compiti (es. monotonia, lavoro frammentato o inutile, incertezza elevata);
  • Carico e ritmi di lavoro (es. carico di lavoro eccessivo o ridotto, elevata pressione temporale);
  • Orario di lavoro (es. lavoro a turni, orari di lavoro senza flessibilità o prolungati).

Più recentemente, gli studi di settore hanno evidenziato che i rischi psicosociali emergenti (cosiddetti in quanto nuovi e in aumento) per la sicurezza e la salute negli ambienti di lavoro spesso derivano dalle trasformazioni tecniche e/o organizzative.


I sintomi derivanti dallo Stress Lavoro Correlato possono essere molteplici: cardiopatie, malattie cardiovascolari, ipertensione, ischemia, fatica cronica, malattie muscolo-scheletriche, cefalea, emicrania, ansia, disturbi depressivi, disturbi del sonno, attacchi di panico, patologie gastrointestinali, sindrome del colon irritabile, tabagismo.


Il termine deriva dalla lingua inglese e si può tradurre con ‘bruciarsi’. È uno stato di esaurimento fisico emotivo e mentale. L’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) lo classifica come una forma di stress lavorativo che non si è in grado di gestire in modo efficace e per il quale il soggetto non è più in grado di svolgere le proprie attività con successo.


Alcuni indicatori oggettivi di Stress Lavoro Correlato riguardano:

      • assenteismo
      • elevata rotazione del personale;
      • lamentele dai lavoratori;
      • frequente avvicendamento del personale;
      • provvedimenti disciplinari;
      • violenza e molestie di natura psicologica;
      • riduzione della produttività;
      • errori e infortuni;
      • aumento dei costi d’indennizzo o delle spese mediche.


Alcuni vantaggi derivanti dalla valutazione Stress Lavoro Correlato sono:

      • Migliorare la salute e la soddisfazione dei dipendenti;
      • Prevenire gli infortuni sul lavoro causati direttamente o indirettamente dallo stress;
      • Prevenire le assenze dovute a malattie (fisiche o psicologiche) legate allo stress;
      • Adempiere al D.Lgs. 81/2008 che richiede di valutare tutti i rischi per la salute degli impiegati e proteggersi da possibili contenziosi;
      • Migliorare l’immagine dell’organizzazione agli occhi dei dipendenti e dei clienti;
      • Fornire le basi per uno sviluppo organizzativo e manageriale.


Da fine ottobre 2017, nel sito dell’INAIL è stata messa a disposizione delle Aziende la nuova piattaforma per la valutazione dello stress e una guida sulla nuova metodologia INAIL che prevede quattro fasi di sviluppo. Ognuna di queste fasi è caratterizzata da attività specifiche da perseguire attraverso l’utilizzo di diversi strumenti.


Si, INAIL ha messo a disposizione un tutorial realizzato per illustrare le caratteristiche dell’edizione aggiornata della metodologia per la valutazione e gestione del rischio stress lavoro-correlato.

Ultima verifica: 30/03/2021