Consulenza Sicurezza Veneto: D.Lgs. 81/08
Obblighi del Datore di Lavoro e RSPP Esterno
Lunedì 18 Maggio 2026




FAQ Stress Lavoro Correlato

Lo stress è una condizione di malessere che può essere accompagnata da disturbi o disfunzioni di natura fisica, psicologica o sociale. Si manifesta quando una persona percepisce uno squilibrio tra richieste del lavoro e risorse/capacità disponibili per affrontarle.

Lo stress non è una malattia di per sé, ma se la condizione diventa prolungata può compromettere salute, benessere e performance lavorativa, aumentando anche il rischio di errori e infortuni.

Per Stress Lavoro-Correlato si intende una condizione di stress legata al contesto lavorativo, che può emergere quando le richieste professionali risultano superiori alle risorse o capacità della persona e l’organizzazione del lavoro non consente di gestirle in modo efficace.

Non si valuta “la persona”, ma le condizioni organizzative e ambientali che possono generare stress e i correttivi da adottare.

È un’attività di valutazione che, come parte del DVR, serve a verificare se esistono condizioni organizzative o ambientali che possono determinare stress lavoro-correlato e, se necessario, a definire azioni correttive.

Le “Indicazioni” della Commissione Consultiva prevedono un percorso impostato su valutazione preliminare (eventi sentinella/indicatori, fattori di contenuto e di contesto del lavoro) e, se serve, valutazione approfondita con il coinvolgimento dei lavoratori.

Va effettuata nell’ambito della valutazione di tutti i rischi prevista dal D.Lgs. 81/2008 (DVR): in pratica, deve essere presente fin dall’avvio dell’attività e comunque ogni volta che il DVR viene elaborato/aggiornato.

Non esiste una “scadenza fissa” uguale per tutti: la regola operativa è farla e mantenerla aggiornata in funzione dell’organizzazione reale.

Riguarda tutte le aziende, di qualsiasi dimensione e settore, perché rientra nella valutazione di tutti i rischi del DVR.

Va aggiornata quando cambia ciò che può incidere sul rischio, ad esempio:

  • riorganizzazioni, fusioni, cambi turni/orari;

  • introduzione di nuove tecnologie o digitalizzazione spinta;

  • aumento significativo di assenze, infortuni, conflittualità, turnover;

  • avvio o modifica strutturale di smart working/lavoro da remoto.

L’approccio corretto non è “a calendario”, ma a evento: se cambiano condizioni e indicatori, la valutazione va rivista.

La mancata valutazione dei rischi (incluso lo stress lavoro-correlato come parte integrante della valutazione) espone il datore di lavoro alle sanzioni previste per la violazione dell’art. 29, comma 1, con arresto da 3 a 6 mesi o ammenda (importi aggiornati).

No: la valutazione dei rischi è un obbligo del datore di lavoro. Un consulente può supportare con metodo, strumenti e documentazione, ma la responsabilità rimane al datore di lavoro.

In generale, la normativa non prevede automaticamente la sorveglianza sanitaria “solo” per lo stress lavoro-correlato. Eventuali attivazioni vanno gestite nel rispetto delle regole sulla sorveglianza sanitaria e delle valutazioni del medico competente nei casi pertinenti.

Tra i principali fattori si considerano:

  • contenuto del lavoro (carichi e ritmi, monotonia, compiti poco chiari, pressione temporale);

  • contesto organizzativo (ruoli ambigui, scarso supporto, conflitti, comunicazione carente, scarsa autonomia);

  • orari/turni e difficoltà di conciliazione vita-lavoro.

Nel 2025 INAIL ha integrato strumenti specifici anche per aspetti emergenti connessi a lavoro da remoto, iperconnessione e innovazione tecnologica.

I sintomi possono essere fisici e psicologici, ad esempio: disturbi del sonno, stanchezza persistente, ansia, irritabilità, cefalea, disturbi gastrointestinali, difficoltà di concentrazione, calo motivazionale. Se trascurati, possono aumentare il rischio di errori e infortuni.

Il burnout è una condizione di esaurimento legata a stress cronico non gestito efficacemente nel contesto lavorativo. L’Organizzazione Mondiale della Sanità lo descrive come fenomeno occupazionale associato a esaurimento, distacco mentale dal lavoro e ridotta efficacia professionale.

Esempi frequenti:

  • aumento assenze e turnover;

  • conflittualità, segnalazioni, provvedimenti disciplinari;

  • incremento errori, quasi-infortuni o infortuni;

  • calo produttività e qualità.

Sono segnali utili perché indirizzano la valutazione preliminare.

Una valutazione fatta bene consente di:

  • prevenire disagi psicofisici e cali prestazionali;

  • ridurre errori, incidenti e costi indiretti (assenze, contenziosi, turnover);

  • migliorare clima interno, efficienza e reputazione aziendale;

  • dimostrare un approccio serio e documentato alla prevenzione.

Sì. INAIL mette a disposizione una metodologia e una piattaforma online che supportano le aziende nel percorso di valutazione e gestione del rischio SLC.

Nel 2025 INAIL ha aggiornato la piattaforma per includere funzionalità e strumenti integrativi legati a lavoro da remoto e innovazione tecnologica, così da produrre analisi e report più aderenti ai rischi organizzativi attuali.

Sì. Insieme agli aggiornamenti della piattaforma, sono disponibili guide operative e materiali di supporto per l’utilizzo degli strumenti e l’elaborazione dei risultati.

Lo staff tecnico di Consulenza Sicurezza Veneto supporta i datori di lavoro delle PMI con chiarimenti operativi e indicazioni pratiche tramite il servizio “L’Esperto Risponde” al numero verde 800300333.

Se vuoi, puoi anche trasmettere i questionari di autovalutazione, chattare dal sito oppure scriverci su WhatsApp:

Questionario: https://www.consulenzasicurezzaveneto.it/questionario/
WhatsApp: 041 5412700

(Sede in Veneto)

Ultimo aggiornamento dei contenuti delle FAQ 01/02/2026