I riferimenti normativi dipendono dall’ambito:
Rumore nell’ambiente esterno e nell’ambiente abitativo (acustica ambientale)
• Legge 26 ottobre 1995, n. 447 (Legge quadro sull’inquinamento acustico) e relativi provvedimenti attuativi.
Rumore nei luoghi di lavoro (tutela dei lavoratori)
• D.Lgs. 81/2008, Titolo VIII (Agenti fisici), Capo II (Protezione dei lavoratori contro i rischi di esposizione al rumore durante il lavoro), con i relativi obblighi di valutazione, misure di prevenzione/protezione e sorveglianza sanitaria, quando prevista.
La classificazione acustica delle unità immobiliari è una procedura definita dalla norma tecnica UNI 11367, aggiornata nell’edizione UNI 11367:2023, che stabilisce criteri di valutazione e verifica in opera delle prestazioni acustiche e consente di attribuire una classe prestazionale (anche “globale”) all’unità immobiliare sulla base di specifici parametri misurati.
No. La UNI 11367 è una norma tecnica volontaria: la classificazione acustica diventa “obbligatoria” solo se richiesta da:
• contratto tra le parti (ad esempio compravendita o capitolato);
• specifiche di appalto, regolamenti o richieste documentali dell’ente competente (quando previste).
In base alle caratteristiche dell’intervento e alle disposizioni comunali/regionali, possono essere richieste:
• Valutazione/Documentazione di impatto acustico;
• Valutazione previsionale di clima acustico;
• Relazione tecnica/previsionale sui requisiti acustici passivi degli edifici (in riferimento al D.P.C.M. 5/12/1997).
Le relazioni/valutazioni in materia di impatto acustico e clima acustico sono redatte, di norma, da un Tecnico Competente in Acustica (TCA) iscritto nell’Elenco Nazionale ENTECA.
Il Tecnico Competente in Acustica (TCA) è la figura professionale abilitata a effettuare misurazioni fonometriche, verificare il rispetto dei limiti di legge, redigere piani/relazioni e svolgere attività di controllo in materia di inquinamento acustico.
Dal 2017 la qualifica e i requisiti sono disciplinati dal D.Lgs. 17 febbraio 2017, n. 42 e l’iscrizione avviene nell’Elenco Nazionale ENTECA, gestito a livello nazionale (con procedure e controlli che coinvolgono anche le Regioni/PA). Sono previsti anche obblighi di aggiornamento professionale.
Le valutazioni di impatto acustico servono a stimare, in fase previsionale (o a verifica post-operam quando richiesto), la rumorosità generata da una nuova opera/attività o da un potenziamento, e a verificare la compatibilità con:
• limiti di emissione e immissione applicabili;
• classificazione acustica comunale e vincoli di zona;
• presenza di recettori sensibili.
La Legge 447/1995 (art. 8) prevede la documentazione di impatto acustico, in particolare, per:
• aeroporti, aviosuperfici, eliporti;
• infrastrutture stradali e ferroviarie, secondo le categorie previste;
• discoteche, circoli privati e pubblici esercizi dove sono installati macchinari o impianti rumorosi;
• impianti sportivi e ricreativi.
La documentazione può essere richiesta sia per nuove realizzazioni sia per modifiche/potenziamenti e, in generale, per autorizzazioni e titoli abilitativi connessi all’esercizio di attività produttive/commerciali/ricreative quando previsto dalla normativa e dai regolamenti locali.
La valutazione previsionale di clima acustico fotografa la rumorosità presente in un’area prima della realizzazione di un’opera (o dell’insediamento di un recettore sensibile). Serve a verificare la compatibilità del contesto e, se necessario, a progettare misure di mitigazione.
La Legge 447/1995 (art. 8) prevede la valutazione previsionale di clima acustico per aree interessate alla realizzazione di:
• scuole e asili nido;
• ospedali;
• case di cura e di riposo;
• parchi pubblici urbani ed extraurbani.
La verifica dei requisiti acustici passivi riguarda le prestazioni di isolamento dai rumori (tra ambienti, verso l’esterno e da impianti) che un edificio deve garantire.
In Italia i riferimenti principali sono quelli del D.P.C.M. 5/12/1997 “Determinazione dei requisiti acustici passivi degli edifici”, che definisce le prestazioni minime richieste, in opera, per diverse tipologie edilizie.
Un corretto comfort acustico in un edificio dipende da:
• progettazione e posa corretta di facciate e partizioni interne (orizzontali e verticali);
• controllo del rumore da calpestio;
• controllo del rumore degli impianti (continui e discontinui);
• scelta di materiali e dettagli costruttivi coerenti con le prestazioni richieste.
I valori di riferimento per i requisiti acustici passivi sono quelli del D.P.C.M. 5/12/1997. La documentazione richiesta (relazione previsionale, asseverazioni, eventuali misure in opera) può variare in base a regolamenti regionali e richieste del Comune in fase di titolo edilizio o collaudo.
L’acustica architettonica è la disciplina che studia la produzione, la propagazione e la percezione del suono negli ambienti chiusi, con l’obiettivo di garantire intelligibilità del parlato, qualità d’ascolto e comfort acustico in funzione della destinazione d’uso.
MODI S.r.l. offre consulenza in acustica architettonica, in coerenza con i requisiti e le buone pratiche applicabili (incluso il riferimento al D.P.C.M. 5/12/1997 per l’acustica in edilizia), per ambienti come:
• sale da concerto, teatri, sale conferenze, sale cinematografiche;
• aule didattiche e spazi in cui ascolto e conversazione sono requisiti essenziali di fruibilità.
Il supporto tecnico può includere:
• misura della risposta all’impulso di sale e calcolo dei principali descrittori (Tempo di riverbero, EDT, C50, C80, D50, STI/RASTI);
• studio di soluzioni progettuali e di posa in opera in base alla destinazione d’uso;
• progettazione di soluzioni acustiche (es. pannelli risuonatori, assorbenti e diffusori) in funzione degli obiettivi prestazionali.
Ultima verifica redazionale dei contenuti: 31/01/2026 (data di controllo interno, non aggiornamento normativo).
